10 AGOSTO, STORIE DI SESSO, DI SEMIDEI, SANTI, PROSTITUTE E STELLE CADENTI

di | Ago 10, 2022 | Attualità

Quel briccone di Zeus non era proprio uno stinco di santo. Tutto il giorno a insidiare bellissime donne. Dee o di umili origini che fossero, gli facevano tutte. Ora quando vide la stupenda Afrodite (che poi per taluni forse sarebbe sua figlia, quindi incestuoso anche) capirete, non ebbe a resistere un attimo e…patatrac! Ecco che nasce un marmocchio, chiamato Priapo. La moglie, Hera, non la prese molto bene e si infuriò così tanto che se la rifece sul bambino imbruttendolo e dandogli anche un fallo enorme.

Con questo “arnese” il deo non è che passasse proprio inosservato così che, per un ovvia relazione con le “misure” di cui era dotato, divenne dio della fertilità, non solo degli uomini ma anche dei campi e della natura in genere.

Che fanno allora gli antichi greci per ricordarlo? 

Per essere poetici affermano che tutta quella “pioggia” di stelle che cadono d’agosto verso la terra, altro non è che il “seme” di Priapo che così rende feconda la terra. Insomma un rito propiziatorio di buoni raccolti. 

Anche i Romani, che dai greci prendono molto,  per esempio tutti gli dei dell’Olimpo cambiandone il nome, non vogliono essere da meno. Anche loro il mese di Agosto, oltre a fare festa grazie a Augusto, vogliono celebrare la fertilità. In particolare, il 10 di Agosto, celebrano una loro semidea della fertilità tale Acca Larenzia. 

Questa dea poi sarebbe in realtà una prostituta poverissima che pregando Eracle sposò un ricchissimo uomo il quale, morendo, le lasciò una ricchezza enorme. Lei non si scordò delle sue umili origini e a sua volta donò questa fortuna al popolo romano che in suo onore volle festeggiarla come dea della abbondanza, generosità e fertilità.

In altri miti poi Larenzia non sarebbe altro che la moglie del pastore che trovò Romolo e Remo e Larenzia altro non è che la “lupa” che allattò Romolo e Remo, da qui “lupanare” proprio perché Larenzia era una prostituta.

Comunque torniamo alle stelle cadenti. Con l’arrivo del cristianesimo e in particolare con l’imperatore Costantino ( quello che vide la croce in cielo per intenderci, di “hoc signo vinces”), anche se lui era particolarmente devoto a Larenzia, si rilevò però con un certo imbarazzo che, insomma, una festa dedicata a una prostituta non è che andasse proprio bene. Allora, pensa e ripensa, presto fu trovata la soluzione. Da Larenzia a Lorenzo il gioco è fatto. C’è proprio al caso un diacono di papa Sisto II, bruciato vivo sul rogo, un centinaio di anni prima, per le persecuzioni dell’imperatore Valeriano al quale Lorenzo, depositario dei beni della curia, non volle, neanche sul punto dell’orrenda morte, rivelare il nascondiglio. Lorenzo, quindi martire quindi Santo, che fa perfettamente al caso. Altro che “seme” di Priapo e poi generosità di una prostituta.

Le sue lacrime infuocate che si riversano sulla graticola della morte, ricadono sulla terra sotto forma di stelle lucenti e saranno ricordate per sempre da tutti il 10 di agosto. Ecco quindi svelato tutto, ora sappiamo cosa c’è dietro questi frammenti di cometa, che stanno lì nella costellazione di Perseo, e che la vecchia terra attraversa ogni anno in questi giorni. Tutti con naso all’insù a esprimere desideri. Magari, quest’anno, esprimiamo tutti il desiderio che finisca la guerra…hai visto mai❤️

Buon San Lorenzo a tutti


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